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L’Ontano nero è ricco di: tannini, lipidi, pigmenti, normalizza la secrezione di endorfine regolarizzando il tono dell’umore.

L’Ontano nero, Alnus glutinosa, della Famiglia delle Betulaceae, appartiene alla stessa famiglia della Betulla e del Nocciolo: tutti possiedono amenti maschili e femminili che coesistono nella medesima pianta.

Le radici dell’Ontano nero hanno nodosità contenenti batteri che consentono alla pianta di fissare direttamente l’azoto dell’atmosfera. Da giovane, l’Ontano nero si erge diritto, mentre invecchiando sulla cima, si forma una volta verde che resta tale fino all’autunno, cioè fino alla caduta delle foglie. Il legno dell’Ontano nero è praticamente imputrescibile e nei Paesi del Nord Europa, si realizzano splendidi zoccoli. Il suo legno ha la capacità di indurire notevolmente con l’acqua, tanto da essere impiegato per la costruzione di palafitte e la realizzazione di opere idrauliche e al contrario, se esposto notevolmente all’aria si deteriora.

Questa sua capacità di resistere e di non marcire, denota un carattere forte, solido nell’Accettazione del proprio ruolo nell’esistenza di tutti gli esseri viventi, contrastando il “sentimentalismo”. L’Ontano nero lavora in profondità sull’elemento Acqua e si trova invece, in difficoltà con l’elemento Aria.

Dal gemmoderivato al decotto: l’ontano nero è un toccasana per il nostro benessere

Possiamo dire che il vivente si trasforma e che invece, chi non lavora nella propria Accettazione muore molto presto. L’Ontano nero vive sulle sponde dei fiumi e dei canali proteggendo le altre specie e rigenerando terreni torbosi. Il gemmoderivato di Ontano nero agisce sulle infiammazioni acute in fase iniziale quando le mucose sono “umide”.

La medicina popolare usa il decotto della corteccia dei giovani rami, per sciacqui e gargarismi contro le infiammazioni delle mucose e per le emorragie gengivali. Possiede proprietà febbrifughe, diuretiche e antinfiammatorie. Le sue foglie triturate, venivano usate in cataplasmi contro gli ascessi e applicate sui capezzoli per arrestare la portata lattea. Il pediluvio con il decotto serviva per combattere l’eccessiva sudorazione e il gonfiore dei piedi. Se osserviamo molte delle caratteristiche dell’Ontano nero, possiamo vagamente renderci conto della sua straordinaria tolleranza nei confronti della vita degli altri esseri viventi, vegetali e animali.

Dove affonda le sue radici, i terreni vengono bonificati e numerose specie vegetali, comprese le piante acidofile, possono crescere liberamente. Infatti tutti i tipi di Betulle, l’Ontano nero fa parte della Famiglia delle Betulle, sono state piante “pioniere”, cioè le prime a colonizzare la Terra umida e fredda dopo il ritiro dei ghiacciai e preparare l’ambiente per l’insedimento di altre specie. La loro principale funzione è di combattere le malattie nella prima fase della loro infiammazione con una potente azione drenante

L’Ontano nero è ricco di: tannini, lipidi, pigmenti, normalizza la secrezione di endorfine regolarizzando il tono dell’umore.

E’ efficace in: flebite e tromboflebite in fase acuta – sinusite acuta suppurativa con Ribes nero – asma allergico con Ribes nero e Viburna lantana – infiammazione dell’aorta e delle coronarie – orticaria da farmaci, piante, alimenti e sieri insieme a Ribes nero – ulcera gastroduodenale e intestinale con Fico e Tiglio – paraflebite, ulcere varicose con Ippocastano.

L’Ontano nero è utile per il drenaggio gastrico.

Dosaggio: 50 gocce in poca acqua due o tre volte al giorno. In caso di emicrania e cefalea, 50 gocce ogni cinque ore. Se associato ad altri gemmoderivati, 50-70 gocce in un’unica somministrazione, meglio se è al mattino.

Assolutamente no durante gravidanza e allattamento.