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Il Faggio è comparso sulla Terra nell’era terziaria, quando si è verificato il raffreddamento del clima e lo sviluppo dell’umidità.

Sono presenti solamente nell’emisfero boreale settentrionale, nelle regioni fresche-temperate, infatti il Faggio predilige la pioggia e la nebbia. Sulle montagne si accompagnano alle conifere e qualche volta salgono a maggiori altitudini, formando strani boschetti tormentati dal vento. Il Faggio si riunisce ad altri faggi formando vaste foreste, a volte ultrasecolari. Infatti i grandi Faggi estendono i loro rami ed il fogliame forma fitte cupole verdi. Cantata dai poeti come Virgilio nel primo verso delle Bucoliche, la loro ombra è rinfrescante ma al tempo stesso fatale alla vegetazione erbacea. Infatti sotto un bosco di Faggi il tetto ricco di fogliame impedisce alla luce del sole di arrivare sul terreno impedendo di vivere a lungo all’asperula, all’epatica e alla primula che riescono a fiorire, ma muoiono ben presto.

Soltanto all’inizio di primavera sotto i Faggi si vedono colori diversi, poi rimane solo verde che si allunga in cerca di sole.Nel nostro Paese lo troviamo sulle Alpi e sugli Appennini fino a 1800 metri. Il suo tronco raggiunge i trenta metri di altezza. Di questa maestosa pianta utilizziamo la corteccia e le foglie. Da un decotto di corteccia di Faggio assunto al mattino, una tazza, a digiuno, possiamo abbassare la febbre, mentre bevuto prima dei pasti stimola l’appetito e preso alla sera prima di coricarsi, regolarizza l’intestino. L’infuso preparato dalle sue foglie è ottimo per disinfettare la gola e le gengive. La corteccia del Faggio viene utilizzata per fare del carbone vegetale con proprietà di assorbire i gas intestinali e neutralizzare l’eccessiva acidità di stomaco. Il Gemmoderivato di Faggio rinforza il Sistema Immunitario. Sul piano emozionale/spirituale il Faggio sostiene i dispiaceri difficili da superare.

Utile per contrastare le infezioni recidivanti nei bambini, per abbassare il colesterolo e stimolare la diuresi, utile nelle forme di allergia poiché impedisce la liberazione dell’istamina.

Dosaggio: 50 gocce di gemmoderivato in poca acqua 2 volte al giorno prima dei pasti principali.

Non ha particolari controindicazioni, da evitare durante la gravidanza e l’allattamento.