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Esistono due tipi di Biancospino che vengono utilizzati per fare i fitoestratti e sono il Crataegus mogyna ed il Crataegus oxyacantha, entrambi appartenenti alla Famiglia delle Rosacee. Entrambe le due piante di Biancospino sono splendidi esemplari celebrati dai poeti e dai romanzieri nel corso della storia.

Il Biancospino può raggiungere i cinquecento anni di vita, possiede lunghe spine ed un legno durissimo, da sempre pianta simbolo della bellezza, della delicatezza. La sua corteccia è rossa con fiori bianchi a cinque petali, può raggiungere i cinque metri di altezza. Cresce in Europa e nel Nord America insieme alla Quercia, al Frassino, nelle pinete di Pino silvestre. Il Biancospino è un albero poco esigente per quanto riguarda la composizione del suolo, tanto che è possibile trovarlo su terreni sabbiosi e pietrosi. La sua crescita è rapida e le sue proprietà medicinali sono note a partire dal 1300. Entrambe queste due varietà di Biancospino posseggono proprietà terapeutiche simili.

Nella preistoria gli uomini si cibavano delle loro drupe, i frutti rossi, dei quali si sono trovati i noccioli nelle vestigia di insediamenti lacustri. Sempre dai suoi frutti, durante i tempi di carestia, veniva estratta una farina per fare il pane. Dai tempi più antichi il Biancospino è stato usato come diuretico e astringente. Nella seconda metà dell’Ottocento vengono riconosciute al Biancospino proprietà sedative e antispastiche nei disturbi nervosi. Negli ultimi venti anni è stata scoperta la sua potente azione come regolatore del battito cardiaco, ottimo per l’ipertensione e come sedativo nei casi in cui l’ansia si manifesta a livello somatico nella parte alta del torace, con aritmie, palpitazioni e tachicardia. Il Biancospino come altre piante quali Melissa, Luppolo, Camomilla, viene utilizzato nelle tisane calmanti.

E’ una pianta straordinaria perché dagli studi condotti da M. Tétau il Biancospino si comporta come un regolatore innalzando la pressione in un soggetto ipoteso e abbassandola in un iperteso. Aiuta a tenere dilatati le coronarie ed i vasi sanguigni periferici. Il Biancospino Spagyrico è ulteriormente diverso da una tintura o da un suo gemmoderivato. Viene assunto in dosaggi diversi durante la giornata almeno tre volte al giorno. La Spagyria che significa “separare e ricongiungere” è un’arte antica di utilizzare le piante per il benessere psichico/spirituale della persona. Il Biancospino Spagyrico riporta armonia negli stati caratterizzati da agitazione improduttiva. Può essere utile quando la persona non sentendosi in grado di far fronte alle prove o agli impegni dovuti, è portata a reagire in modo scomposto e ansioso alterando i propri tempi ed i propri modi nel tentativi di farcela ad ogni costo.

Dosaggio: Il gemmoderivato o la tintura madre, 40 gocce al mattino due volte al giorno per 21 giorni consecutivi con una pausa di una settimana prima di ripetere altri 21 giorni. Non è da assumere per più di tre mesi ed è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento ed in caso di accertata allergia nei confronti di tutte le piante della Famiglia delle Rosacee.

Biancospino Spagyrico: 7 gocce tre volte al giorno, per un periodo anche lungo. Le controindicazioni sono le stesse del gemmoderivato e della tintura madre.